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5 materiali sostenibili per sostituire la plastica

Negli anni ‘60 abbiamo visto la plastica inondare i mercati di massa per arrivare ad intrufolarsi, bottiglietta dopo bottiglietta, in ogni angolo del globo, a tal punto che ogni risorsa di cui usufruiamo potrebbe essere contaminata, anche in piccola parte, da quei frammenti di plastica più piccoli di 5mm per cui è stato coniato il termine ‘microplastiche’. Al giorno d’oggi, l’onnipresenza di questo materiale sta mettendo a dura prova non solo la salute dell’ecosistema marino e terrestre, bensì anche quella degli essere umani. Non a caso, è stato calcolato che, in media, una persona ingerisce 5 grammi di plastica a settimana, l’equivalente di una carta di credito.

Una soluzione all’utilizzo improprio della plastica va adottata ora e subito. Per molti significherà fare passi indietro, per noi invece saranno solo dei passi avanti verso uno stile di vita più sano e genuino, in connessione pura con la natura. Perché la chiave per limitare i danni causati dal cambiamento climatico non sta nell’attesa di scoprire nuove tecnologie, ma risiede nell’andare incontro al pianeta di cui siamo ospiti. A proposito di riavvicinarsi alla natura infatti, ci sono una serie di materiali di cui potremmo fare uso in alternativa a quel polimero tanto utile quanto tossico. Di seguito la lista:

 

1. Cera d’api

Grazie alle sue proprietà idrorepellenti e conservanti, la cera d’api è un ottimo materiale per la conservazione a lungo termine di vari alimenti, andando a formare una barriera protettiva, sulle superfici sulle quali viene applicata, resistente all’acqua e all’azione degli agenti esterni. Può essere quindi utilizzata per la conservazione di cibo, ma anche nella preparazione di creme e prodotti di bellezza.

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2. Fibra di Cocco

La versatilità della fibra di cocco trova applicazione sia negli ambienti più intimi, come la cucina, sia all’aperto per attività come l’agricoltura. Vi si possono realizzare infatti spazzole per lavare piatti, posate e sanitari ma anche vasi, in alternativa a quelli classici, o come ammendante per il terriccio per aumentarne l’ossigenazione durante la coltivazione. 

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3. Bamboo

Dalle sottilissime fibre di bamboo si è scoperto che si può ricavare un materiale che è come la plastica ma non inquina. Si chiama bioplastica, e ha le stesse proprietà di quella classica, con l’unica differenza che quest’ultima non danneggia l’ambiente e i suoi abitanti. 

4. Mais

Dal mais, così come dal bamboo, si può ottenere un materiale denominato PLA, che negli ultimi anni è andato piano piano a sostituire la plastica nel commercio di posate, bicchieri e piatti. Si ottiene dalla lavorazione dell’amido di mais, che produce una bioplastica di colore ambrato e 100% biodegradabile.

5. Fibre naturali (cotone, seta…) 

In alternativa alla plastica fossile, si possono derivare dei polimeri biodegradabili a base di lignina, cellulosa e pectina a partire da materiali organici che derivano dalle piante. Le fibre naturali possono infatti rimpiazzare i materiali sintetici, usati nell’industria della moda per esempio, con  tessuti di cotone, canapa e lino. 

Dove trovare prodotti eco-friendly 

Rintracciare prodotti realizzati con i materiali appena elencati non è semplice però. La plastica domina ancora gli scaffali dei supermercati, e non tutti i punti vendita hanno a disposizione delle alternative sostenibili. Nel mondo dell’e-commerce però, la faccenda è un’altra: diverse piattaforme sono state realizzate per la vendita di prodotti in linea con la natura e rispettosi di chi vi abita. Dai un’occhiata anche al nostro shop, potrai trovare l’alternativa che cercavi per fare un primo passo verso un pianeta più sano. 

 

 

 

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